
Oggi voglio raccontarvi del mio viaggio in India.
È stata un’esperienza che mi è rimasta nel cuore, un viaggio che ho amato profondamente. L’India non è un Paese per tutti: o la ami o la odi. Secondo me non esiste una vera via di mezzo quando si sceglie questo tipo di viaggio.
Io ho visitato il nord del Rajasthan, una zona dal fascino davvero spettacolare, ma non sempre semplice da affrontare. Come sappiamo, in India convivono realtà sociali molto diverse, dalle caste più basse a quelle più alte, e l’impatto per noi occidentali è forte. Molto forte.
È probabilmente l’unico viaggio in cui mi è capitato di piangere anche durante il percorso.
In questo articolo voglio raccontarvi le mie esperienze, ciò che ho visto e l’itinerario che ho seguito, con l’obiettivo di ispirarvi a intraprendere anche voi questa avventura.
Questo non è stato un viaggio in solitaria: non me la sono sentita di affrontarlo da sola, ma sono davvero felicissima di averlo fatto con i miei genitori.
Il mio viaggio in India: perché il Rajasthan mi ha cambiata
Indice dei contenuti
- 1 Il mio viaggio in India: perché il Rajasthan mi ha cambiata
- 2 Il mio primo impatto con l’India
- 3 Perché dico che l’India non è un viaggio per tutti
- 4 Perché ho scelto il nord del Rajasthan nel mio viaggio in India
- 5 La realtà delle caste vista con gli occhi di un’occidentale
- 6 Il viaggio in cui ho pianto
- 7 Il mio itinerario nel Rajasthan
- 8 Perché non ho fatto questo viaggio in solitaria
- 9 Dimore dove ho soggiornato nel mio viaggio in India
- 10 Consigli utili per chi vuole fare un viaggio in India
Il mio viaggio in India mi ha cambiata soprattutto grazie al Rajasthan, perché mi ha costretta a uscire completamente dalla mia zona di comfort e a vivere esperienze ed emozioni che non avevo mai provato prima. Mi sono trovata immersa in una cultura totalmente diversa dalla mia, fatta di contrasti fortissimi, di colori, di rumori, di sguardi e di storie che non sempre sono facili da comprendere per chi arriva dall’Occidente.
In Rajasthan ho imparato cosa significa sentirsi piccoli di fronte a una realtà molto più grande di noi. Mi ha cambiata perché mi ha messa davanti a situazioni che mi hanno spiazzata, commossa e, a volte, anche profondamente scossa. Ho provato una meraviglia autentica, ma anche disagio, fatica emotiva e una forte sensazione di vulnerabilità.
È stato proprio questo continuo passare da un’emozione all’altra a trasformare il mio modo di viaggiare e di guardare il mondo. Tornando a casa, mi sono resa conto che il Rajasthan mi aveva lasciato qualcosa di molto più profondo delle fotografie e dei ricordi: una nuova consapevolezza, una maggiore apertura verso ciò che è diverso da me e un modo più sincero di vivere ogni esperienza, senza filtri e senza aspettative.
Il mio primo impatto con l’India
Uno shock culturale che non mi aspettavo
- primo contatto con le persone
- caos, rumori, colori
- sensazioni contrastanti (fascino vs fatica)
Perché dico che l’India non è un viaggio per tutti

Dire che l’India non è un viaggio per tutti non è una provocazione, ma una realtà che ho sentito sulla mia pelle. L’India ti travolge. Ti travolge per tutto quello che incontri lungo il tuo percorso, per la quantità di stimoli, di volti, di storie e di contrasti che ti scorrono davanti senza lasciarti il tempo di fermarti davvero a respirare. È un Paese incredibilmente magico, ma allo stesso tempo difficile. Difficile per il livello di povertà, che è impossibile ignorare, e che spesso ti mette davanti a scene che ti restano dentro. Eppure, nonostante tutto, quello che mi ha colpita più di ogni altra cosa sono stati gli occhi delle persone: occhi che, anche nella difficoltà, continuano a brillare.
Il mio viaggio in India è stato impegnativo anche sotto l’aspetto igienico , perché l’India non è certo famosa per la sua pulizia, e per chi arriva dall’Occidente questo aspetto può diventare uno dei più duri da affrontare. Ed è difficile anche per gli spostamenti: basta pensare che per percorrere circa cento chilometri possono volerci anche sei ore, tra traffico, caos e strade interminabili.
Nonostante tutto questo, però, io me ne sono innamorata. Proprio perché è un viaggio che non ti protegge, non ti addolcisce la realtà e non cerca di renderti le cose semplici. L’India ti mette davanti a tutto, nel bene e nel male, e sta a te decidere se lasciarti travolgere… oppure tornare a casa senza averla davvero capita.
Perché ho scelto il nord del Rajasthan nel mio viaggio in India
Il fascino di una zona incredibile (ma non semplice)
- atmosfera
- paesaggi
- città, architetture, vita quotidiana
La realtà delle caste vista con gli occhi di un’occidentale
Durante il mio viaggio in India ho potuto comprendere davvero il mondo delle caste grazie a una persona speciale: la mia guida, Raman. Con lui ho parlato a lungo, e ancora oggi ci sentiamo e ci vediamo. Probabilmente, tornerò in India anche per partecipare al matrimonio di suo figlio.
È stato proprio Raman a spiegarmi, con grande lucidità e senza filtri, tutta la gerarchia delle caste. Se devo essere sincera, sapevo già a grandi linee come funzionasse questo sistema, ma non lo conoscevo affatto in modo così profondo e reale.
Ascoltando i suoi racconti, mi sono resa conto di quanto possa essere difficile non essere nati nella “casta giusta”. In Occidente siamo abituati a pensare che, studiando, lavorando e impegnandoci, sia sempre possibile migliorare la nostra condizione e costruirci una vita diversa da quella di partenza. In India, invece, non funziona così. Non si passa facilmente da una casta all’altra perché si è stati bravi, perché si è studiato o perché ci si è impegnati più degli altri.
È una consapevolezza che mi ha colpita profondamente, perché mette in discussione uno dei valori su cui, senza rendercene conto, basiamo gran parte della nostra idea di futuro: la possibilità di scegliere chi diventare. Questa realtà l’ho compresa davvero solo viaggiando, vivendo le persone, ascoltando le loro storie e guardando con i miei occhi quanto il punto di partenza possa ancora determinare il destino di una persona.
Il viaggio in cui ho pianto
Il mio viaggio in India è stato un vero turbine di emozioni.
Ho pianto per l’estrema povertà, per la quantità di bambini che vivono per strada, che chiedono l’elemosina, che crescono senza nulla, immersi in una realtà fatta di sopravvivenza quotidiana. Ho pianto davanti agli ultimi degli ultimi, a tutto ciò che si nasconde dietro le persone più fragili, a quelle storie silenziose che non sempre si vedono, ma che si sentono fortissimo.
Mi ha travolta una tristezza profonda, ma allo stesso tempo ho pianto anche per qualcosa di completamente diverso: per la loro spiritualità, così intensa, così viva, così presente nella quotidianità.
È stata un’esperienza potentissima, difficile da spiegare a parole. In quel luogo ho sentito tutto insieme: la vita, la morte, la fede, la fragilità umana. È uno di quei posti che non si visitano soltanto, ma si attraversano emotivamente.
Ma uno dei momenti che mi ha fatto piangere di più è stato il più semplice di tutti.

Mi ero fermata in una piccola piazzola e c’era un signore che realizzava tappeti a mano. Mi ha invitata a entrare in casa sua per mostrarmi come li faceva. Ho deciso di sedermi accanto a lui e ho iniziato a intrecciare il tappeto insieme a lui. I suoi occhi erano occhi incredibili, pieni di luce.
A un certo punto mi ha detto: “Come sei fortunata.”
Io gli ho chiesto perché.
E lui mi ha risposto: “Perché sei libera. Sei libera di andare e di fare quello che vuoi.”
In quel momento mi sono resa conto di quante cose diamo per scontate.
Anzi, di quante cose io davo per scontate. Questo viaggio mi ha fatto capire che la libertà, la possibilità di scegliere, di muoversi, di costruire la propria vita, non sono affatto scontate. E che, spesso, ce ne rendiamo conto solo quando qualcuno, dall’altra parte del mondo, ce lo dice guardandoci negli occhi.
Il mio itinerario nel Rajasthan
Delhi
I monumenti classici da visitare sono suddivisi nella parte vecchia, chiamata Old Dheli ed in quella nuova, New Delhi.
Nella città vecchia chiamata Old Delhi. Il mercato di Chandni Chowk, caotico, chiassoso, ma imperdibile, il Red Fort, un forte di arenaria rossa circondato da aree verdi, la Jama Masjid_, ovvero una delle Moschee musulmane più grandi al mondo. Poco distante, c’è il Gurudwara Bhangla Sahib, uno dei miei luoghi preferiti a Delhi, ovvero un tempio Sikh noto per sfamare decine di migliaia di pellegrini di ogni religione che vi si recano giornalmente, vi regna un’atmosfera magica che vi lascerà un segno nel cuore.
Una passeggiata tra le colonne di Connaught Place per assaporare l’aria del periodo coloniale britannico. Nei pressi, c’è la zona di Janpath, con un bel mercato per tutti i gusti, compreso quello tibetano. C’è anche il Rashtrapati Bhawan, cioè la casa del Presidente da cui si dirama il Rajpath fino all’India Gate, un monumento simile all’Arco di Trionfo di Parigi eretto a commemorazione dei soldati indiani caduti durante la I guerra mondiale.
HUMAYUN’S TOMB: anche questo è uno dei luoghi da non perdere durante la visita di Delhi, la tomba dell’Imperatore Moghul Humayun.
QUTUB MINAR: è la torre della vittoria più alta al mondo, ben 73 m, costruita a celebrazione della sconfitta dell’ultimo re induista da parte dei nuovi sovrani musulmani, fondatori del Sultanato di Delhi.
Udaipur
Udaipur la romantica, la città bianca, la Venezia d’Oriente, tanti sono gli appellativi di questa incantevole città e son tutti meritati a pieno titolo. Incorniciata in uno scenario da favola, tra le colline verdi gli Aravalli, adagiata sulle sponde del lago Pichola, palazzi e dimore da mille e una notte dove poter assaporare la vita dei Maharaja, Udaipur entrerà senza ombra di dubbio nella vostra classifica di “città più affascinanti dell’India”. Di particolare interesse è la città vecchia, orlata di case bianche, abbellite con tradizionali dipinti dai colori sgargianti che si alternano alle haveli più antiche, dimore che presentano uno o più cortili interni e splendide finestre multicolori. Da visitare il Jagdish Temple, posto esattamente al centro di Udaipur.
La visita di Udaipur comprende il City Palace, il ovvero la reggia più estesa del Rajasthan, formata da quattro edifici principali e tanti altri di dimensioni inferiori, tutti collegati da giardini, corridoi, cortili e scale che formano un labirinto guarnito di cupole e balconcini di stili diversi, considerando anche i circa 400 anni impiegati per ultimare la costruzione.
Le terrazze hanno una vista eccezionale sul lago Pichola, dove è stato costruito un piccolo tempio, il Jag Mandir. Sullo stesso lago vi è pure il Lake Palace, un tempo residenza estiva della famiglia reale di Udaipur ed oggi Hotel di Lusso tra i più apprezzati al mondo.
Tra i vari edifici parte del patrimonio artistico-sulturale della città vi è altresì il Fateh Prakash Palace, adagiato maestosamente lungo le rive del lago Pichola.
Jojauwar
A circa 35 minuti da Udaipur, possibilità di visitare il tempio di Eklingji il cui nome viene appunto da Ek- Ling – Ji, il sacro lingam (di Shiva, signore della fertilità). divieto di portare macchine foto e telefonini e percorso da fare a piedi nudi. Sculture di particolare bellezza. Il tempio chiude prima del tramonto. A differenza di molti altri luoghi in Rajasthan, ad Eklingji vi sono pochi turisti, solo fedeli hindù, intenti nelle loro pratiche religiose.
È visitabile tutti i giorni eccetto il lunedì (giorno in cui la famiglia reale di Udaipur si raccoglie in preghiera presso Eklingji) Chiuso dalle 13 alle 17,30.
Lungo la strada, non perdetevi il magnifico tempio di Ranakpur, uno dei più belli di tutta l’India, scolpito interamente in marmo bianco, le cui 1444 colonne sono una diversa dall’altra.
È considerato tra i cinque templi più sacri della religione jainista ed è un luogo molto interessante sia per l’aspetto architettonico e sia per la natura che lo circonda, alle pendici degli Aravalli.
Jojawar è un bellissimo villaggio rurale che sebbene non offra templi o palazzi sensazionali, ha la peculiarità di mostrarvi un’atmosfera lontana nel tempo, propria di un villaggio indiano, lontano dalla modernità.
Dello stesso tenore sono i villaggi dei dintorni, sulla strada tra Jodhpur e Jojawar (Pali, Rohet). Fermatevi ad osservare la vita locale, gli abitanti dei villaggi anche se non sempre mostrano un grande sorriso, sono persone semplici, conducono una vita dura. Vedrete che gli farà piacere conoscervi.
Jodhapur
Lasciamo la città dorata per immergerci nel blu di Jodhpur.
Cogliete l’occasione per ammirare le case blu della casta dei bramini del centro storico, bighellonate tra i vicoli della città color indaco perché per apprezzarla in tutta la sua essenza non c’è niente di meglio che godersi un pasto tipico sulla terrazza di un ristorante. In un susseguirsi di vicoli colorati, raggiungerete il mercato Sardar con la sua Torre dell’Orologio, dove potrete acquistare le spezie e artigianato.
Perla indiscussa di Jodhpur è il Forte di Mehrangarh3, posizionato strategicamente su una collina da cui domina la città intera.
Un itinerario ben studiato all’interno della fortezza vi lascerà scoprire stanze meravigliose come il Moti Mahal, Phool Mahal, lo Zenana, il Rang Mahal, lo Sheesh Mahal, fino a raggiungere la terrazza più alta da cui ammirare uno splendido panorama sulle case blu.
Jaisalmer

Jaisalmer in pieno deserto del Thar, al confine con il Pakisthan. Un viaggio a Jaisalmer è come entrare nella storia, una storia antica migliaia di anni, dove assaporare le tradizioni più autentiche di una grande cultura.
La posizione strategica di Jaisalmer, denominata “città d’oro” per il colore delle sue abitazioni di arenaria gialla.
Attraverso un labirinto di vicoli color ocra, noterete le pareti su cui sono dipinte immagini del dio Ganesh, con la data del matrimonio degli abitanti della casa. Das non perdere anche i superbi templi jainisti, risalenti all’anno 1100, in cui noterete che il sacerdote porta sempre un velo dinanzi la bocca per evitare di inghiottire accidentalmente qualche insetto. Per la stessa ragione, ha sempre con sé uno scopino per evitare di calpestare qualsiasi essere dotato di vita propria.
Ho dedicato anche una giornata alla visita del Forte Jaisalmer, che è il secondo più antico forte del Rajasthan.
Anche i dintorni della città di Jaisalmer sono degni di nota. Il lago artificiale Gadi Sagar è uno di questi, costruito nel XIV secolo come riserva d’acqua per la popolazione della città. Noterete gli enormi pesci gatto che sguazzano tra i templi costruiti sulle sue acque.
Nel pomeriggio, vi consiglio di ammirare il tramonto tra le dune del deserto di Khuri, e volare con l’immaginazione a quando i carovanieri percorrevano queste rotte sulla Via Della Seta.
Bikaner
Bikaner, in pieno deserto del Thar, dove sono evidenti i segni di un’architettura maestosa. Il Junagarh Fort è considerato uno dei più belli al mondo, circondato da un ampio fossato. Importante centro sulla rotta dei carovanieri, Bikaner ha vissuto un periodo di grande splendore.
Inoltre, a circa 30 km da Bikaner, vi è il piccolo villaggio di Deshnoke il cui tempio risalente al XVII secolo, Karni Mata, è reso famoso dalla presenza di migliaia di topi, animale ritenuto sacro in India ed oggetto di venerazione qui più che in tutta l’India. Si dice che avvistare l’unico topo bianco è segno di buon auspicio e prosperità.
Mandawa
Mandawa, una piccola cittadina, parte della regione dello Shekhawati. Scelta dai mercanti marwari, originari di Jodhpur, per lo sviluppo dei propri commerci, questa zona è incantevole perché, oltre a portarvi indietro nel tempo e mostrarvi ancora una vita semplice del tempo che fu, è ricchissima di preziose haveli, le antiche dimore dei commercianti marwari.
Pernottamento a Mandawa o Nawalgarh, altro bellissimo villaggio dello stesso genere di Mandawa.
Jaipur
Jaipur capitale del Rajasthan è conosciuta come la “città rosa” _famose anche per le sue pietre preziose. Poco prima di entrare in città, vi è un bel tempio da visitare, Galta ji, conosciuto come tempio delle scimmie. Se non siete stanchi e c’è ancora luce, vale la pena una visita per comprendere meglio la vita del popolo induista che si purifica con un bagno nelle vasche della struttura, incastonata nella roccia.
Il forte di Amber, certamente uno dei più belli in assoluto al quale, volendo si può accedere a dorso di elefante (che vengono ben accuditi e protetti, pertanto siate certi che non sono sfruttati). Da non perdere sono anche l’imponente City Palace, dove tuttora vivono i reali di Jaipur, e l’Hawa Mahal, detto il Palazzo dei Venti con le sue centinaia di finestre e balconcini da cui le donne di corte guardavano, non viste, la vita cittadina.
Agra
Prima di arrivare ad Agra si passa ad Abhaneri, troppo spesso non inclusa nelle rotte turistiche ma, per questo motivo, particolarmente affascinante. Qui vi è il Chand Baori, ovvero un pozzo formato da oltre 3500 gradoni, alla cui base è stato costruito un tempio dedicato alla dea Durga.
A circa un’ora da Agra, c’è anche Fatehpur Sikri, uno dei siti più affascinanti in India in cui tutti gli edifici reali sono rimasti intatti nel tempo.
Di mattina visita del Taj Mahal, il meraviglioso e il più famoso monumento simbolo dell’ India. Come molti sanno, il Taj Mahal è il mausoleo voluto dall’Imperatore Moghul Shah Jahan a commemorazione dell’amata consorte Mumtaz Mahal, costruito interamente in marmo bianco e dichiarata Una delle Sette meraviglie del mondo moderno. A seguire, una breve visita ai Giardini Mehtab Bagh, sulla sponda opposta del fiume Yamuna, per immortalare il Taj Mahal da una prospettiva molto diversa.
A seguire, la visita dal Forte di Agra, imponente costruzione realizzata in arenaria rossa tra il 1565 e il 1574, dove Shah Jahan visse gli ultimi anni della sua vita con lo sguardo rivolto alla tomba luminosa, in quanto fu deposto ed imprigionato da suo figlio Aurangzeb.
Al termine delle visite si riparte per Delhi. Qui saluterete il vostro accompagnatore.
Varanasi
Varanasi, conosciuta anche con l’antico nome Benares è la città più sacra agli Hindu. È una delle città abitate più antiche al mondo (circa 4000 anni). Ogni Hindu dovrebbe recarcisi almeno una volta nella vita e bagnarsi nelle acque del sacro fiume Gange. Secondo l’Induismo, chi muore a Varanasi e ha le ceneri sparse nel Gange diviene libero dal ciclo delle rinascite (Moksha).
Con l’escursione in barca sul fiume Gange, vedrete migliaia di pellegrini e devoti in adorazione del sole che sorge. Fedeli provenienti da ogni angolo dell’India per vivere la loro fede. All’alba i templi lungo il fiume sono bagnati da una luce tenue e gli abitanti di Varanasi emergono dal labirinto di vicoli per dirigersi ai Ghat Potrete osservare il bagno dei pellegrini, i sadhu meditare e i sacerdoti svolgere riti funebri. La città pullula di fedeli che vi si recano per morire, per pregare o semplicemente a portare le ceneri dei propri cari. Pur essendo diventata un po’ turistica, Varanasi riesce comunque a mantenere inalterati spirito o e tradizione che si fondono magicamente nelle attività quotidiane della gente, specialmente lungo i Gaths, le scalinate che scendono al Gange che sarà possibile ammirare durante la gita in barca sul Gange al tramonto così come l’affascinante e suggestiva cerimonia serale dell’Aarti,
Vi consiglio anche un’escursione al vicino centro di Sarnath a circa 15 km da Varanasi ed importante centro di pellegrinaggio e città sacra buddhista famosa perché il Buddha vi tenne il suo primo discorso dopo aver raggiunto “l’Illuminazione”. Oltre al “Parco dei cervi” e al suo stupa vi sono anche numerosi templi buddhisti di diversa tradizione: cinese, giapponese, tibetano.
Perché non ho fatto questo viaggio in solitaria
Di solito amo viaggiare da sola. È il mio modo di sentirmi libera, di ascoltarmi davvero e di vivere ogni posto senza filtri.
Eppure, questo viaggio in India non l’ho fatto in solitaria.
Sono partita con i miei genitori.
Sì, proprio con loro.
Tutto è nato dal desiderio fortissimo di mia mamma di visitare l’India. Se devo essere sincera, non era un Paese che avevo tra le prime destinazioni nella mia lista. Anzi, era uno di quei viaggi che avevo sempre rimandato, forse perché sapevo, in fondo, che sarebbe stato impegnativo, emotivamente e mentalmente.
Ma lei aveva questo sogno. E a un certo punto mi sono detta:
ok, perché no? Organizziamo. Andiamo insieme.
Così siamo partiti io, mia mamma e mio papà.
Ed è stata, senza alcun dubbio, una delle scelte più belle della mia vita.
Condividere un viaggio in India così intenso, così forte e così diverso dal nostro mondo, con le persone che mi hanno cresciuta, ha reso tutto ancora più profondo. Abbiamo vissuto gli stessi shock culturali, le stesse emozioni, le stesse difficoltà… ma anche la stessa meraviglia.
Se fossi partita da sola, probabilmente avrei vissuto l’India in modo più introspettivo. Ma viverla con loro mi ha permesso di guardare questo Paese anche attraverso i loro occhi, di confrontarmi, di raccontarci quello che stavamo provando, di sostenerci nei momenti più duri.
E oggi posso dirlo senza esagerare:
non solo sono felice di non aver fatto questo viaggio in solitaria, ma è stata l’esperienza più bella della mia vita.
Dimore dove ho soggiornato nel mio viaggio in India
Dheli: The LaLit
Udaipur: Fateh Niwas
Jojawar: Rawla Jojawar
Jodhpur: Ratan Vilas
Jaisalmer: Desert Tulip
Bikaner: Lallargarh palace
Nawalgarh: Koolwal Kothi
Jaipur: Shahpura House
Agra: Radisson Blu
Varanasi: Rivatas
Consigli utili per chi vuole fare un viaggio in India
Assicurazione viaggio: per viaggiare tranquilli, puoi organizzare la tua polizza con Heymondo. Approfitta del mio sconto del 10%!
SIM e connessione: per restare sempre connessi, valuta le SIM internazionali di Holafly. Io la utilizzo in tutti i miei viaggi. Approfitta del mio sconto del 5%.
Nell’articolo “viaggio in india” sono presenti link in affiliazione per migliorare la vostra esperienza di viaggiatori: il costo finale, in caso di prenotazioni o acquisti, per te non aumenta, ma diminuisce nel caso dell’assicurazione, e contribuisce a sostenere il progetto Traveltohopetips per fornirti sempre consigli per i tuoi viaggi!
Sono Claudia, content creator e travel blogger. Sul mio blog e attraverso i miei social racconto e ti consiglio weekend alla scoperta di città europee, viaggi oltre oceano e luoghi insoliti. Troverai anche consigli e suggerimenti su esperienze di viaggio, hotel, voli e destinazioni.


2 commenti
Nell’articolo, mi piace molto che si parli di viaggio come crescita, uscire dalla zona di comfort e di immergersi realmente nella cultura locale. Ho davvero apprezzato e letto volentieri l‘articolo che é veramente ben scritto e ti immerge nell’esperienza vera.
Ciao Gabriella. Il tuo commento mi riempie di gioia. L’India per me è stato un viaggio speciale e sono felice di averti trasmesso tutto quello che è stato per me.