Itinerario Corea del Sud di 3 settimane: il mio viaggio
Se stai cercando un itinerario in Corea del Sud di 3 settimane, qui trovi il percorso che ho seguito personalmente durante il mio viaggio, dal 28 luglio al 17 agosto. In queste tre settimane ho visitato Seoul, l’isola di Jeju, Busan, Gyeongju e Andong, aggiungendo anche un’esperienza molto particolare: una notte in un tempio buddista dedicato al Kung Fu.
Ho scelto volutamente di non seguire un itinerario troppo classico. Per esempio, ho inserito Jeju all’inizio del viaggio, subito dopo Seoul, e soprattutto l’ho visitata senza noleggiare un’auto, nonostante sia uno dei consigli che si leggono più frequentemente quando si parla dell’isola.
Il risultato è stato un viaggio molto vario, che mi ha permesso di alternare grandi città, natura, templi, villaggi tradizionali e luoghi meno conosciuti.
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Periodo |
Destinazione |
Cosa ho fatto |
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29-31 luglio |
Seoul |
Prima visita della città + escursione fuori Seoul |
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1-5 agosto |
Jeju Island |
Giro dell’isola |
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5-7 agosto |
Busan |
Gamcheon + città |
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7-10 agosto |
Gyeongju |
Templi, tombe + esperienza al tempio |
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10-12 agosto |
Andong |
Hahoe Folk Village e dintorni |
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12-16 agosto |
Seoul |
Seconda parte del viaggio + Suwon |
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17 agosto |
Italia |
Rientro |
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Seoul, l’inizio del mio viaggio in Corea del Sud


Il mio itinerario in Corea del Sud di 3 settimane è iniziato il 28 luglio, con la partenza da Milano Malpensa. Ho scelto di volare con Etihad Airways, facendo scalo ad Abu Dhabi, prima di proseguire verso Seoul.
Il viaggio è stato lungo, come prevedibile, ma nel complesso è andato bene. Non posso dire di essermi trovata male con Etihad, anche se, considerando la fama della compagnia, personalmente mi aspettavo qualcosa in più. È stata una soluzione comoda per raggiungere la Corea del Sud, ma non mi ha particolarmente conquistata.
Sono arrivata a Seoul la mattina del 29 luglio. Dopo il lungo viaggio avrei potuto dedicarmi al riposo, ma la curiosità di iniziare a conoscere la Corea del Sud era decisamente più forte della stanchezza!
Per le prime notti a Seoul ho scelto di soggiornare in un quartiere universitario, una zona giovane e vivace che mi sembrava perfetta per iniziare il viaggio. Mi piace infatti cercare, quando possibile, quartieri meno turistici e avere un primo contatto con la vita quotidiana della città.
Il mio primo pomeriggio a Seoul
Il 29 luglio, dopo aver lasciato i bagagli, ho quindi dedicato il pomeriggio a un primo giro nel quartiere universitario.
Non avevo ancora organizzato una vera visita della città: volevo semplicemente ambientarmi, iniziare a capire come funzionavano i trasporti, passeggiare senza una meta precisa e osservare la vita di Seoul.
Era il mio primo approccio alla Corea del Sud e tutto attirava la mia attenzione: le insegne, i convenience store, i caffè, i negozi e quell’incontro continuo tra modernità e tradizione che avrei ritrovato per tutto il viaggio.
Il giorno successivo, però, ho già lasciato Seoul per la mia prima escursione fuori dalla capitale.
La mia prima escursione fuori Seoul


Il 30 luglio ho partecipato a un’escursione di una giornata prenotata tramite GetYourGuide, che mi ha portata fuori Seoul alla scoperta della natura e di uno dei templi della zona.
È stata la mia prima vera esperienza fuori dalla capitale e mi ha permesso di vedere un volto completamente diverso della Corea del Sud: non più la grande metropoli, ma montagne, natura e spiritualità.
Durante l’escursione ho visitato il Monte Seorak, sono salita con la funicolare per godermi il panorama e ho raggiunto il Tempio di Naksan. È stata un’esperienza che ho apprezzato molto, soprattutto perché mi ha permesso di inserire fin dai primi giorni un po’ di natura e cultura nel mio itinerario di 3 settimane in Corea del Sud.
Ne parlerò più nel dettaglio in un articolo dedicato, perché secondo me è un’escursione interessante da valutare se si trascorrono diversi giorni a Seoul.
Seoul in hanbok: il mio primo incontro con la Corea più tradizionale


Il 31 luglio sono tornata a dedicarmi a Seoul, ma questa volta ho scelto di farlo in un modo davvero speciale: indossando un hanbok, il tradizionale abito coreano.
Ho dedicato la mattinata alla scelta e al noleggio dell’abito e poi ho visitato uno dei luoghi simbolo della capitale, il palazzo reale, indossando il costume tradizionale.
È stata una delle esperienze che mi sono piaciute maggiormente durante i primi giorni del viaggio. Indossare l’hanbok e passeggiare tra gli edifici storici del palazzo mi ha permesso di vivere Seoul da una prospettiva completamente diversa e di sentirmi, almeno per qualche ora, immersa nella storia e nelle tradizioni coreane.
È un’esperienza che consiglio assolutamente se visitate Seoul: non è soltanto un modo per scattare qualche bella fotografia, ma secondo me è un’esperienza da vivere durante un viaggio in Corea del Sud.
Dopo questi primi giorni, era arrivato il momento di lasciare Seoul e proseguire il mio viaggio. Il 1° agosto sono infatti partita alla volta di Jeju, dando ufficialmente inizio alla seconda tappa del mio itinerario di tre settimane in Corea del Sud.
Jeju Island: perché ho inserito l’isola all’inizio dell’itinerario


Dopo i primi giorni a Seoul, il 1° agosto ho lasciato la capitale per raggiungere Jeju Island, una tappa che avevo inserito volutamente all’inizio del mio itinerario di tre settimane in Corea del Sud.
La scelta è nata inizialmente per una questione pratica: trovandomi già a Seoul, mi sembrava più comodo raggiungere direttamente l’isola e proseguire poi il viaggio senza dover tornare indietro alla fine.
Ma c’era soprattutto una cosa che mi incuriosiva: le haenyeo, le famose donne pescatrici di Jeju che si immergono in apnea per raccogliere molluschi e altri prodotti del mare. Era principalmente per loro che avevo deciso di inserire l’isola nel mio viaggio.
Quello che non immaginavo era che Jeju sarebbe diventata la tappa che ho amato di più in assoluto.
Sono rimasta sull’isola dal 1° al 5 agosto, trascorrendo quattro notti, e ho scoperto un luogo completamente diverso dalla Seoul che avevo appena lasciato. Qui sono stati la natura, il mare e il paesaggio vulcanico a conquistarmi: scogliere, tunnel di lava, villaggi, giardini e panorami sul mare si alternano continuamente, creando un paesaggio davvero particolare.
Se state pensando di inserire Jeju nel vostro itinerario in Corea del Sud di 3 settimane, ecco come ho organizzato la mia permanenza e perché, secondo me, vale la pena dedicarle qualche giorno.
Quanti giorni dedicare a Jeju?


Io ho dedicato a Jeju quattro notti, dal 1° al 5 agosto.
È stato un tempo che mi ha permesso di esplorare diverse zone dell’isola senza dover concentrare tutto in una sola giornata. Jeju è infatti una destinazione da vivere con un po’ di calma, soprattutto se volete alternare paesaggi naturali, villaggi, attrazioni culturali e costa.
Se avete tre settimane a disposizione per un viaggio in Corea del Sud, personalmente inserirei almeno 4 giorni a Jeju. Avere più tempo permette naturalmente di vedere ancora più luoghi e di organizzare le giornate senza correre.
Visitare Jeju senza noleggiare un’auto: si può fare?
Una delle mie principali domande prima di partire era proprio questa. Avevo letto spesso che per visitare Jeju fosse quasi indispensabile avere un’auto.
Io ho scelto di non noleggiarla, soprattutto per contenere i costi, e ho organizzato gli spostamenti in modo diverso.
Il primo giorno ho partecipato a un tour guidato, mentre per le giornate successive ho scelto una guida privata, spostandomi poi in taxi tra le varie zone che volevo visitare.
La soluzione si è rivelata molto più semplice di quanto immaginassi. I taxi mi hanno permesso di raggiungere anche luoghi più distanti e, almeno per la mia esperienza, i costi non sono stati proibitivi.
Questo non significa che l’auto non sia consigliata: se volete essere completamente autonomi e costruire un itinerario molto flessibile, sicuramente può essere la soluzione migliore. Ma se preferite non guidare, non escluderei Jeju dal viaggio solo per questo motivo.
Con una buona organizzazione, tour, guide private e taxi possono essere un’alternativa valida.
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Se preferisci avere maggiore libertà negli spostamenti, a Jeju puoi anche scegliere di noleggiare un’auto. Io, quando noleggio una macchina durante i miei viaggi, utilizzo Discover Cars per confrontare le diverse opzioni.
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Cosa vedere a Jeju


La cosa che mi ha colpita maggiormente di Jeju è stata la varietà del paesaggio.
Durante i miei giorni sull’isola ho visitato un villaggio, esplorato i famosi tunnel di lava, raggiunto alcune spettacolari scogliere e visitato un giardino botanico che custodisce al suo interno altre formazioni vulcaniche.
E naturalmente ho cercato anche le haenyeo, che erano state il motivo principale della mia scelta.
La componente vulcanica è una delle caratteristiche che rendono Jeju così particolare. L’isola ospita infatti importanti formazioni geologiche, tra cui il sistema di tunnel di lava di Geomunoreum, riconosciuto dall’UNESCO insieme ad Hallasan e Seongsan Ilchulbong.
Nei prossimi articolo vi racconto più nel dettaglio le zone e le esperienze che ho scelto durante i miei quattro giorni a Jeju, così da darvi qualche spunto per organizzare il vostro itinerario.
Perché sono partita pensando soprattutto alle haenyeo e sono ripartita con la sensazione di aver trovato uno dei luoghi più belli di tutto il viaggio.
Busan: due giorni tra villaggi, mare e città


Dopo Jeju, il mio itinerario in Corea del Sud è proseguito verso Busan, la seconda città più grande del Paese e una delle destinazioni che avevo inserito quasi inevitabilmente nel viaggio.
Ho dedicato a Busan due giorni, sufficienti per farmi un’idea della città e vedere alcuni dei suoi luoghi più conosciuti.
Devo essere sincera: Busan non mi ha fatto impazzire.
Probabilmente arrivavo da Jeju, che mi aveva conquistata con la sua natura e i suoi paesaggi, e il confronto non è stato semplice. Busan, però, ha un fascino completamente diverso e sarebbe un errore giudicarla soltanto in base alle aspettative.
È una città costiera enorme, dove la vita urbana si mescola continuamente al mare. Ci sono spiagge, mercati, quartieri costruiti sulle colline, templi affacciati sull’oceano e zone molto moderne. Proprio questo contrasto la rende interessante.
Per me non è stata la tappa più bella del viaggio, ma la inserirei comunque in un itinerario di 3 settimane in Corea del Sud. Due giorni permettono di vedere le zone principali senza doverle dedicare una parte eccessiva del viaggio.
Gamcheon Culture Village


Uno dei luoghi che volevo assolutamente vedere a Busan era il Gamcheon Culture Village, probabilmente uno dei quartieri più fotografati della città.
Il villaggio si sviluppa sulle pendici di una collina ed è caratterizzato da un intreccio di stradine, scalinate e piccole case colorate. Nato come quartiere residenziale, nel tempo è stato trasformato attraverso un progetto di rigenerazione urbana che ha portato arte, murales, installazioni e piccole attività tra le sue vie.
La cosa che mi è piaciuta maggiormente è stata proprio la possibilità di perdersi tra le stradine, salendo e scendendo per il quartiere e osservando i diversi punti panoramici sulla città.
È anche uno di quei luoghi in cui consiglio di non limitarsi alla fotografia più famosa: Gamcheon è un quartiere abitato e, oltre ai punti più turistici, vale la pena camminare un po’ senza una meta precisa.
Naturalmente è una delle zone più conosciute di Busan, quindi preparatevi a trovare altri visitatori, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Cosa vedere a Busan in un giorno


Se avete poco tempo a disposizione, Busan può essere visitata anche concentrando le attrazioni principali in una giornata, ma bisogna organizzare bene gli spostamenti perché la città è molto estesa.
Nel mio itinerario ho cercato soprattutto di alternare mare, quartieri caratteristici e punti panoramici, senza tentare di vedere tutto.
Una delle esperienze che avevo inserito era la Haeundae Sky Capsule, una delle attrazioni più famose di Busan. Le piccole cabine colorate percorrono un tratto sopraelevato lungo la costa, offrendo una prospettiva particolare sul mare. È sicuramente un’esperienza molto scenografica e anche il percorso in sé è parte dell’attrazione. Prima di partire avevo visto moltissime fotografie della Sky Capsule e, naturalmente, ero curiosa di provarla personalmente.
Nel complesso, durante i miei due giorni ho cercato di concentrarmi sulle zone che mi interessavano maggiormente, senza trasformare la visita in una semplice lista di attrazioni da spuntare.
Busan, infatti, secondo me va presa per quello che è: una grande città di mare, molto diversa da Seoul e ancora più diversa da Jeju.
Non è diventata la mia destinazione preferita della Corea del Sud, ma sono contenta di averla inserita nel viaggio. Mi ha permesso di vedere un altro lato del Paese e di spezzare il ritmo del viaggio tra città, mare e natura.
Se avete tre settimane a disposizione, quindi, io Busan la inserirei, dedicandole almeno due giorni. Se invece avete un itinerario più breve, valuterei con attenzione le vostre priorità: la Corea del Sud ha davvero tantissimo da offrire e non tutte le destinazioni devono necessariamente piacere allo stesso modo.
Da Busan a Gyeongju: la Corea più storica
Dopo i due giorni trascorsi a Busan, il mio itinerario in Corea del Sud di 3 settimane è proseguito verso Gyeongju, una tappa completamente diversa da quelle che avevo visitato fino a quel momento.
Ho raggiunto Gyeongju in treno da Busan, un modo di viaggiare che ho apprezzato moltissimo. I treni in Corea del Sud sono infatti comodi, efficienti e puntuali, e durante il mio viaggio li ho utilizzati diverse volte per spostarmi tra una destinazione e l’altra.
È stato uno degli aspetti della Corea che mi ha colpita positivamente e che ha reso gli spostamenti tra le varie tappe molto più semplici. Dedicherò comunque un articolo specifico a come muoversi in treno in Corea del Sud, con tutte le informazioni pratiche su biglietti, prenotazioni e collegamenti.
Arrivata a Gyeongju, mi sono trovata davanti a una Corea completamente diversa.
Se Seoul mi aveva mostrato il volto moderno del Paese, Jeju quello più naturale e Busan quello legato al mare, Gyeongju mi ha portata indietro nella storia della Corea del Sud.
L’antica capitale del regno di Silla conserva infatti un patrimonio storico e culturale straordinario. La città è disseminata di tombe reali, templi, pagode e siti archeologici, tanto da essere considerata una delle destinazioni migliori per conoscere la storia della Corea.
Cosa vedere a Gyeongju


Gyeongju è una città che si presta molto bene a essere esplorata con calma, perché le testimonianze del periodo Silla sono praticamente ovunque.
Tra i luoghi che ho visitato c’è il Daereungwon Tomb Complex, l’area delle grandi tombe a tumulo che caratterizzano il paesaggio della città. Camminare tra queste enormi colline verdi è stata una delle prime immagini che mi ha fatto capire quanto Gyeongju fosse diversa dalle altre tappe del mio viaggio.
Ho poi dedicato parte della visita al centro storico e agli altri luoghi legati all’antico regno di Silla.
Gyeongju, infatti, non è una destinazione in cui cercare una singola attrazione imperdibile: è l’insieme di templi, tombe, aree archeologiche e paesaggi a renderla così interessante.
Se state organizzando un viaggio in Corea del Sud, secondo me vale assolutamente la pena inserirla nell’itinerario, soprattutto se siete interessati alla storia e alla cultura coreana.
Ma la parte che aspettavo con più curiosità doveva ancora arrivare.
Una notte in un tempio buddista: la mia esperienza


A Gyeongju ho deciso di vivere una delle esperienze più particolari del mio viaggio: una notte in un tempio buddhista, partecipando a una vera e propria temple stay.
Non volevo semplicemente visitare un tempio, ma provare per qualche ora a entrare nella vita quotidiana della comunità monastica, seguendo ritmi e attività completamente diversi da quelli a cui siamo abituati.
È stata un’esperienza molto diversa dal resto del viaggio e preferisco raccontarla in un articolo dedicato, dove potrò spiegare nel dettaglio come funziona una temple stay in Corea del Sud, cosa aspettarsi, cosa si fa durante il soggiorno, quanto costa e se secondo me vale la pena provarla.
Per il momento vi anticipo soltanto una cosa: se cercate un’esperienza autentica e lontana dal turismo più classico, questa è sicuramente una delle attività che prenderei in considerazione durante un viaggio in Corea del Sud.
Gyeongju è stata quindi una tappa breve, ma importante del mio itinerario: qui ho iniziato a scoprire in modo più profondo la storia, la cultura e la spiritualità della Corea del Sud.
Andong: due notti nella Corea più tradizionale


Dopo Gyeongju e la mia esperienza in un tempio buddhista, il viaggio è proseguito verso Andong, una delle tappe che avevo scelto proprio perché volevo conoscere un lato della Corea del Sud più tradizionale e lontano dalle grandi città.
E devo dire che Andong mi è piaciuta davvero tanto.
Se Seoul mi aveva mostrato la Corea moderna, Jeju quella più naturale e Busan la sua anima marittima, Andong mi ha permesso di entrare maggiormente in contatto con le tradizioni, l’architettura e la cultura coreana.
Ho trascorso qui due notti, anche se, con il senno di poi, penso che per visitare le attrazioni principali possa essere sufficiente anche una sola notte, organizzandosi bene e arrivando al mattino per ripartire il giorno successivo in serata.
Il motivo principale per cui avevo inserito Andong nel mio itinerario era però uno: Hahoe Folk Village.
Perché ho inserito Andong nel mio itinerario di 3 settimane in Corea del Sud
Andong viene spesso definita la capitale della cultura tradizionale coreana e, dopo averla visitata, capisco perfettamente il motivo.
La città e i suoi dintorni conservano importanti testimonianze della cultura confuciana e delle tradizioni del periodo Joseon. Qui si trovano villaggi tradizionali, case storiche e luoghi in cui alcune tradizioni vengono ancora mantenute vive.
Per il mio itinerario di tre settimane in Corea del Sud cercavo proprio una tappa di questo tipo: un luogo che mi permettesse di rallentare e di vedere una Corea diversa da quella delle grandi città.
E Andong ha superato le mie aspettative.
Hahoe Folk Village tappa inmancabile nell’itinerario di 3 settimane in Corea del Sud


La visita a Hahoe Folk Village è stata sicuramente il momento più importante della mia permanenza ad Andong.
Il villaggio, abitato da secoli dalla famiglia Ryu di Pungsan, conserva ancora oggi un’architettura tradizionale molto particolare, con case in legno, abitazioni con tetto di paglia e tegole e stradine immerse nel verde.
Hahoe è inoltre patrimonio mondiale UNESCO dal 2010 e rappresenta uno degli esempi meglio conservati di villaggio tradizionale coreano. Il nome stesso significa più o meno “villaggio circondato dall’acqua”, perché il fiume Nakdong avvolge l’area formando una caratteristica curva.
L’ingresso al villaggio è a pagamento: il biglietto per un adulto costa 5.000 won, mentre sono previste tariffe ridotte per ragazzi e bambini.
Ma non è soltanto l’architettura a rendere interessante Hahoe.
Uno degli aspetti che ho trovato più affascinanti è la possibilità di assistere allo spettacolo delle maschere tradizionali, legato alla tradizione dell’Hahoe Byeolsingut Talnori. È una forma di teatro popolare in cui le maschere vengono utilizzate anche per raccontare e rappresentare, attraverso ironia e satira, la società dell’epoca.
Per me è stato uno dei momenti più interessanti della visita, perché non si trattava semplicemente di osservare un villaggio storico, ma di assistere a una tradizione che continua ancora oggi.
L’albero dei desideri di Andong
Tra tutte le cose che ho visto ad Andong, però, ce n’è una che mi è rimasta particolarmente nel cuore: il grande albero dei desideri di Hahoe.
Si tratta di un enorme albero sacro che si trova nel cuore del villaggio e che ha oltre 600 anni. È conosciuto come Samshin Tree ed è considerato un albero protettore del villaggio.
Qui è possibile fermarsi, lasciare un pensiero o esprimere un desiderio. Ho trovato questo piccolo rituale molto affascinante, soprattutto perché aggiunge alla visita una dimensione più intima e spirituale.
È uno di quei luoghi che magari non troverete in cima alla lista delle attrazioni più famose della Corea del Sud, ma che personalmente mi hanno lasciato un ricordo molto più forte di tante attrazioni più conosciute. Andong, proprio per questo, è stata una delle sorprese più belle del mio viaggio.
Due notti mi hanno permesso di visitarla con calma, ma se avete poco tempo a disposizione una notte può essere sufficiente, soprattutto organizzando la visita di Hahoe Folk Village nella giornata di arrivo e ripartendo il giorno successivo.
Se invece avete la possibilità di rallentare un po’ il ritmo del vostro itinerario in Corea del Sud di 3 settimane, io non avrei fretta di andarmene: Andong merita di essere vissuta proprio per la sua atmosfera tranquilla e per quel senso di autenticità che ho trovato molto meno evidente nelle grandi città.
Ritorno a Seoul: gli ultimi giorni del viaggio


Dopo aver attraversato diverse zone del Paese, il mio itinerario in Corea del Sud di 3 settimane torna a Seoul per gli ultimi giorni del viaggio. Ho scelto di lasciare un po’ di tempo alla fine dell’itinerario proprio per vivere la capitale con più calma, recuperare alcune zone che non avevo visto all’inizio e dedicarmi anche a un po’ di shopping.
Cosa vedere a Seoul negli ultimi giorni del viaggio
Tornare a Seoul dopo aver visitato altre città della Corea mi ha permesso di vedere la capitale con occhi diversi. Durante questi ultimi giorni del mio viaggio in Corea del Sud ho dedicato del tempo a esplorare quartieri che mi mancavano, passeggiare senza un programma troppo rigido e recuperare alcune esperienze che avevo lasciato in sospeso.
Tra una passeggiata a Gangnam, un villaggio hanok e una serata sulle rive del fiume, ho alternato visite e momenti più tranquilli. È stato anche il momento giusto per dedicarmi allo shopping e portare a casa qualche ricordo del viaggio.
Suwon: una gita da Seoul da inserire nell’itinerario di 3 settimane in Corea del Sud
Tra le escursioni che ho inserito negli ultimi giorni c’è stata anche Suwon, facilmente raggiungibile da Seoul e perfetta per una gita in giornata.
Qui ho visitato la Hwaseong Fortress, una delle attrazioni più importanti della città, e ho dedicato parte della giornata anche alla Starfield Library, uno degli angoli più scenografici e fotografati di Suwon.
È una gita che consiglio se avete qualche giorno in più a Seoul e volete arricchire il vostro itinerario Corea del Sud 3 settimane con una destinazione diversa dalla capitale.
Shopping e skincare coreana: cosa comprare durante un viaggio in Corea del Sud
Una delle cose che più mi ha sorpresa durante il mio viaggio in Corea è stata la quantità di negozi dedicati alla skincare e alla cosmetica. E ve lo dice una persona che, normalmente, non è particolarmente appassionata di skincare!
Eppure, tra Olive Young e i tantissimi negozi di cosmetici che si trovano praticamente ovunque, è davvero difficile non lasciarsi tentare. Alla fine qualche prodotto è finito inevitabilmente in valigia.
Se amate la skincare coreana, Seoul è praticamente un paradiso: troverete una scelta enorme di prodotti, marchi e formati, spesso anche molto diversi da quelli che troviamo in Italia.
Come spostarsi in Corea del Sud durante il viaggio di 3 settimane
Durante le tre settimane in Corea del Sud ho alternato voli interni, treni e taxi, scegliendo di volta in volta la soluzione più comoda per ottimizzare tempi e spostamenti.
- Seoul → Jeju: volo interno con Jeju Air.
- Jeju → Busan: ancora un volo con Jeju Air. Era possibile anche il collegamento via mare, ma ho preferito l’aereo per risparmiare tempo.
- Busan → Gyeongju: treno, che si è rivelato per me uno dei modi più comodi per spostarsi tra le città coreane.
- Gyeongju → tempio: taxi. Avrei potuto utilizzare i mezzi pubblici, ma avrei impiegato molto più tempo.
- Tempio → Gyeongju → Andong: taxi fino a Gyeongju e poi treno per Andong.
- Andong → Seoul: treno.
Per tutti i dettagli su treni, voli interni, autobus, taxi e su come organizzare gli spostamenti in Corea del Sud, trovi una guida dedicata: [Come muoversi in Corea del Sud].
T-money Card: come funziona e quando serve


Una delle prime cose che consiglio di fare appena arrivate in Corea del Sud è acquistare una T-money Card. Per me è stata fondamentale durante tutto il viaggio.
Potete acquistarla facilmente in un convenience store, per esempio all’aeroporto, e ricaricarla direttamente lì. Fino ad agosto 2026 la ricarica della T-money Card doveva essere effettuata in contanti, quindi ricordatevi di avere qualche won con voi.
La T-money è comodissima perché permette di pagare i mezzi pubblici, alcuni taxi, gli acquisti nei convenience store e altri piccoli pagamenti senza dover utilizzare ogni volta contanti o carta.
Nel mio viaggio l’ho utilizzata praticamente ogni giorno.
👉 Ho raccolto tutte le informazioni su come acquistare, ricaricare e utilizzare la T-money Card in un articolo dedicato: [T-money Card in Corea del Sud: guida completa].
📱 Sempre connessi in Corea del Sud
Avere internet sul telefono è fondamentale per utilizzare mappe, traduttori, app di trasporto e prenotazioni. Io ho utilizzato Holafly per avere una eSIM attiva fin dal mio arrivo in Corea.
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Quanto costa un viaggio in Corea del Sud di 3 settimane
Quanto costa realmente un viaggio di tre settimane in Corea del Sud? Dipende molto dal periodo, dal tipo di alloggio e soprattutto da quanto si vuole spendere per mangiare e spostarsi.
Nel mio caso ho cercato di mantenere un budget abbastanza contenuto, scegliendo principalmente sistemazioni semplici, utilizzando i mezzi pubblici e alternando ristoranti e pasti più economici.
Nel corso delle tre settimane ho sostenuto spese per voli, hotel, trasporti, ingressi, escursioni, cibo e attività, ma la Corea del Sud si è rivelata più gestibile dal punto di vista dei costi di quanto pensassi.
Per quanto riguarda gli alloggi, qui sotto trovi le sistemazioni che ho scelto durante il viaggio, mentre per conoscere il costo complessivo del mio viaggio e vedere nel dettaglio quanto ho speso per ogni voce, ho preparato un articolo dedicato.
👉 Quanto costa un viaggio in Corea del Sud di tre settimane: budget completo e tutte le spese
Dove dormire in Corea del Sud
Durante il mio viaggio in Corea del Sud ho prenotato tutte le sistemazioni tramite Booking. Ho scelto strutture diverse in base alla zona e alle esigenze delle varie tappe e, in generale, sono rimasta soddisfatta del rapporto qualità-prezzo. Ti lascio qui le strutture in cui ho soggiornato, con le mie impressioni personali.
Seoul – Bunk Guesthouse Hongdae
📍 Zona: Hongdae
Per i primi giorni a Seoul ho scelto questa guesthouse nel vivace quartiere di Hongdae. La struttura è molto carina e curata e mi sono trovata bene anche grazie alla gentilezza e disponibilità del proprietario.
Seoul – Hotel Midcity Myeongdong
📍 Zona: Myeongdong
Per le ultime notti a Seoul ho scelto il Mid City Myeongdong e devo dire che mi è piaciuto davvero molto. La struttura è pulitissima, la posizione è comoda e, secondo me, ha un rapporto qualità-prezzo davvero ottimo.
Jeju – I-Jin Hotel
📍 Zona: Jeju City
Mi sono trovata molto bene in questo hotel. La posizione è comoda come base per esplorare l’isola, la struttura è molto carina e soprattutto l’ho trovata pulitissima. Per me il rapporto qualità-prezzo è assolutamente approvato.
Busan – Lion Hotel
📍 Zona: Busan
Il Lion Hotel è una struttura semplice, senza particolari caratteristiche che mi abbiano colpita, ma pulita e in una posizione comoda per visitare Busan.
Gyeongju – Bonghwang Inn
📍 Zona: Gyeongju
Questo è uno degli alloggi che ho apprezzato di più. È carino, pulito e in una posizione molto comoda per visitare Gyeongju. Per me ha avuto un rapporto qualità-prezzo davvero ottimo.
Andong – Goryeo Hotel
📍 Zona: Andong
Qui ho trovato una sistemazione molto più semplice e spartana. La camera era comunque pulita, ma non aspettatevi particolari comfort o una struttura ricercata. È una soluzione essenziale, adatta soprattutto se cercate un posto dove dormire senza spendere troppo.
Cosa prenotare prima di partire per l’itinerario in Corea del sud di 3 settimane
Una delle cose che consiglio di fare prima di partire è organizzare in anticipo almeno le prenotazioni principali. Non è necessario programmare ogni singolo momento del viaggio, ma alcune prenotazioni conviene davvero farle prima.
✈️ Voli interni
I voli interni li prenoterei in anticipo, soprattutto se hai già definito il tuo itinerario. I prezzi possono aumentare avvicinandosi alla data della partenza e prenotare prima permette generalmente di trovare tariffe più convenienti.
🚆 Treni
Per i treni hai un po’ più di flessibilità. Puoi anche acquistarli durante il viaggio, soprattutto se vuoi mantenere un itinerario più libero. Se però hai già deciso le tappe, il mio consiglio è di prenotarli in anticipo: in questo modo eviti il rischio di trovare prezzi leggermente più alti o, soprattutto sulle tratte più richieste e sui treni ad alta velocità, di non trovare più posto.
🏨 Alloggi
Anche per gli hotel vale soprattutto una questione di risparmio. Prenotando con un po’ di anticipo puoi trovare più facilmente prezzi vantaggiosi e avere una maggiore scelta di strutture e camere.
🧘♀️ Templestay
Il templestay è invece un’esperienza che consiglio assolutamente di prenotare in anticipo. I posti sono limitati e, trattandosi di un’esperienza molto particolare e richiesta, rischieresti di non trovare disponibilità nelle date del tuo viaggio.
🎟️ Le escursioni più richieste
Non ho prenotato tutte le attività in anticipo, ma per le escursioni e le esperienze che desideravo particolarmente fare ho preferito organizzarmi prima. Se c’è un’esperienza che per te è imperdibile, il mio consiglio è di non aspettare l’ultimo momento: alcune hanno posti limitati e rischi di non trovare disponibilità proprio nei giorni in cui sarai lì.
Tre settimane in Corea del Sud: ne vale la pena?
Per me la risposta è assolutamente sì.
Ho amato tantissimo la Corea del Sud e, dopo tre settimane di viaggio, sono tornata a casa con la sensazione di aver visto molto, ma anche di avere ancora tantissimo da scoprire.
È un Paese che mi ha conquistata per la varietà: dalle grandi città come Seoul e Busan alla natura di Jeju, passando per i templi, i villaggi tradizionali e le città dalla storia millenaria come Gyeongju.
E proprio questo è uno dei motivi per cui vorrei tornare in Corea del Sud. In tre settimane ho visitato diverse zone del Paese, ma ci sono ancora tante città e luoghi che non ho visto e che vorrei inserire nel prossimo viaggio.
Quindi, se state pensando a un viaggio di tre settimane in Corea del Sud, il mio consiglio è: partite. Tre settimane vi permettono di costruire un itinerario molto vario e di vivere il Paese senza dover necessariamente correre da una destinazione all’altra.
FAQ: viaggio in Corea del Sud di 3 settimane
Quanti giorni servono per visitare la Corea del Sud?
Tre settimane sono un ottimo periodo per vedere diverse zone del Paese senza dover correre troppo.
Quali città vedere in Corea del Sud in tre settimane?
Nel mio itinerario ho visitato Seoul, Jeju, Busan, Gyeongju e Andong, alternando città, natura e luoghi storici.
È possibile viaggiare in Corea del Sud senza noleggiare un’auto?
Sì. Io ho viaggiato senza auto, utilizzando treni, mezzi pubblici, voli interni e taxi.
È facile spostarsi in Corea del Sud?
Sì, ho trovato i trasporti efficienti e semplici da utilizzare, soprattutto per gli spostamenti in treno tra le città.
Quanto costa un viaggio di tre settimane in Corea del Sud?
Dipende dal periodo e dallo stile di viaggio. Nel mio caso ho cercato di mantenere un budget contenuto: trovi tutti i costi del mio viaggio nell’articolo dedicato.
Dove conviene dormire in Corea del Sud?
Dipende dal tuo itinerario. Io ho soggiornato a Seoul, Jeju, Busan, Gyeongju e Andong e trovi le mie sistemazioni direttamente nell’articolo.
Quando prenotare un viaggio in Corea del Sud?
Consiglio di prenotare in anticipo voli interni, alloggi, templestay ed esperienze molto richieste. Per i treni hai invece maggiore flessibilità.
Serve la T-money Card in Corea del Sud?
Secondo me sì. È comodissima per utilizzare i trasporti e fare diversi piccoli pagamenti durante il viaggio.
Serve Internet in Corea del Sud?
Assolutamente sì. Una connessione sempre attiva è fondamentale per mappe, traduttori e app per i trasporti.
La Corea del Sud è una buona destinazione per un viaggio in solitaria?
Per la mia esperienza, assolutamente sì. Mi sono spostata autonomamente per tre settimane senza particolari difficoltà.
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Sono Claudia, content creator e travel blogger. Sul mio blog e attraverso i miei social racconto e ti consiglio weekend alla scoperta di città europee, viaggi oltre oceano e luoghi insoliti. Troverai anche consigli e suggerimenti su esperienze di viaggio, hotel, voli e destinazioni.

